WHEN THE SERVICE DESIGN BECOME A GLOBAL EVENT
A very extended report on the last sessions of the Global Service Jam is now available on the current issue of the design magazine A+D+M.
In these Salone daysyou can get your own copy at the A+D+M stand, Home Spa Design, Magna Pars, via Tortona 15.
Here you have the Italian abstract.
"Il Design dei Servizi è una disciplina della progettazione che sta suscitando l’interesse della comunità creativa internazionale: parte di questo interesse sta nell’attenzione portata al sistema di relazioni che il Design dei Servizi definisce tra le persone, i luoghi e le cose, chiedendo al designer di unire alle proprie capacità progettuali una abilità strategica e di comprensione dei comportamenti e delle abitudini dell’utente e generando una visione del concetto di innovazione, non più legato esclusivamente alla sfera tecnologica, ma all’evoluzione dei comportamenti sociali, alle modalità di utilizzo delle risorse e - non ultimo - alla ridefinizione dei ruoli di impresa e utente.
Per esplorare queste possibilità, Pierandrei Associati, studio milanese di progettazione che da anni si dedica al Product Service System Design, ha aderito col il nome “Jam-in-Milan” alla Global Service Jam, la cui ultima session si è tenuta lo scorso 24 febbraio in Bovisa, in collaborazione con la Scuola del Design del Politecnico di Milano.
La Global Service Jam è un evento mondiale, ideato da Markus Hormess e Adam Lawrence dello studio tedesco Work•Play•Experience e giunto alla sua seconda edizione, coinvolgendo 2.061 “design enthusiasts”, da 85 città e 40 nazioni, con lo scopo di realizzare servizi innovativi nelle sole 48 ore di un weekend sviluppati su un tema a sorpresa rivelato il venerdì pomeriggio.
L’idea ricalca quella della “jam” musicale, dove tutti sono chiamati a condividere le proprie esperienze e a improvvisare su un tema comune, questa volta “Hidden Treasure” (“il tesoro nascosto”), introdotto da Dave Gray e Jane Mc Gonigal, autori rispettivamente di “Gamestorming” e “Reality is Broken” (“La realtà in Gioco”).
Una iniziativa di partecipazione e condivisione, il cui scopo è mostrare il potenziale creativo dei partecipanti nell’ideare, prototipare e presentare progetti che possano migliorare il mondo, ma che si è rivelata anche un utilissimo momento di condivisione di strumenti e metodologie progettuali fra professionisti, docenti e studenti e di confronto sulle diverse anime del Design dei Servizi nel mondo.
Non ultimo la GSJ è diventata un momento di aggregazione fra jammers, che hanno trovato un modo divertente e fortemente operativo di fare esperienza, progettare insieme e ideare modo nuovi di generare idee. Questo spirito è riassunto nello slogan “Once a jammer, forever a jammer”, che a partire dalla ventina di partecipanti della prima edizione ha spinto sempre più persone a partecipare grazie al solo meccanismo del passaparola.
Nell’ultima GSJ sono stati ideati e prototipati 350 progetti, consultabili sul sito http://planet.globalservicejam.org/, 9 dei quali prodotti a Milano, con l’orgoglio di aver rappresentato, con i suoi 50 partecipanti da 16 differenti nazioni un piccola jam-nella-jam.
Il “tesoro nascosto” dei progetti della Jam-in-Milan si è rivelato nelle proposte no-profit e ad alto impatto sociale che a volte hanno riguardato temi di utilità pubblica e altre quel singolo “happy moment” che può cambiare la nostra vita quotidiana.
Così sono nati servizi come “10%”, un progetto che aiuta il diffondersi della lettura, rendendo legali alcuni meccanismi della pirateria informatica e coniugandoli le dinamiche del book crossing. Oppure “Mood Box” e “Doodlesites”, progetti che promuovono una interazione differente con gli spazi urbani, “mappando” le emozioni degli abitanti o la loro capacità di leggere i dettagli degli edifici che ci circondano.
E non sono mancati i progetti di pubblica utilità, come “FortunATM”, proposta che aiuta gli utenti a dare maggiori informazioni sulle modalità di utilizzo dei mezzi pubblici, così come quelli più legati alla socializzazione o alla sfera privata come “You, me and Fork” e “Deep Cloud”.
Ma più dei risultati quello che caratterizza una Jam è l’entusiasmo di chi partecipa e la consapevolezza che si sta apprendendo un modo differente di affrontare un progetto e di collaborare, col quella “voglia matta” della prossima volta, prevista per Ottobre 2012.
Once a jammer, forever a jammer.
I partecipanti della Jam-in-Milan/Pierandrei Associati:
Sahar Abgarmyan, Merve Aksoy, Stefano Anfossi, Emily Ballantyne Brodie, Gabriela Nuri Baron, Luis Felipe Bueno, Roberta Campione, Fabio Caresi, Federico Casiraghi, Vincenzo Centinaro, Riccardo Croco, Monica De Anna, Lisa De Laurentiis, Ana Maria Diaz, Marco Di Norcia, Francesco D'onghia, Angelica Fontana, Adriano Gariglio, Valeria Grauso, Shervin Ghorbani, Sara Hatef, Yu Hiraoka, Selen Irfan, Santosh Khawale, Giray Kirmizi, Sinem Laçin, Adrian Larripa Artieda, David Latache, Nannan Li, Laura Lombardo, Francesca Lombardi, Basilio Lo Iacono, Rafael Mattei, Simone Miraldi, Maria Mitrova, Valentina Napolitano, Bilge Ozkan, Fabrizio M. Pierandrei, Sara Quagliani, Marko Radeta, Alessandra Reitano, Silvia Remotti, Roberto Salodini, Dina Skuratovich, Mondric Syarief, Stefania Solari, Jian Shen, Ida Telalbasic, Radim Tkadlec, Kristina Tool, Juliana Tuhkanen, Xing Wang, Alejandra Winter Etcheberry.
Text by F.M.Pierandrei


















